Lively è “easy to use”

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Dopo il successo di Second Life è Google a lanciare il suo mondo virtuale

Internet è un sistema di idee, informazioni ed esigenze in evoluzione con movimenti affascinanti quanto le persone che lo popolano.  Non ne sono mai stata appassionata finché non ne ho avuto bisogno.

Quando si fa un sito ci si fanno un sacco di domande, è un buon esercizio di autocritica e costa lavoro e fatica: si passa da chiarirsi l’obiettivo, all’analisi del target, alla scelta grafica, ai tagli, musica parole ed immagini, difficoltà tecniche affrontando una valanga di delusioni prima dagli amici, poi dal numero di visite e dai tempi di permanenza ma con il sorriso perché comunque vada tu sei lì, con gli altri, con le stesse difficoltà davanti alle stesse geometrie, con picchi e ritorni.

Le parole per riuscire in questo mondo sono: raggiungibilità, semplicità, chiarezza, grafica intrigante, utilità, velocità, tutto valutato dall’utente in una frazione di secondo: affascinante!

Il sistema è ormai molto complesso, l’offerta ha superato la domanda e quindi diventa necessaria una forte evoluzione perchè le informazioni siano velocemente raggiungibili.

Arrivano le “parole intelligenti” ovvero un sistema che raggiunge il lettore con gli articoli che più possono interessarlo, lo stesso avviene per la musica con siti che suggeriscono canzoni in base alle nostre preferenze: questo è web 2.0.

Ma non ci fermiamo, vogliamo di più.

L’esperienza Second Life è stata più innovazione che intrattenimento: ha riprodotto il nostro mondo e le nostre abitudini su bit, generato abitudini e fatto parlare di sé. C’è stato un successivo proliferare di mondi virtuali, più o meno conosciuti, come Entropia che cavalcano la moda del momento.

Google esce qualche giorno fa con il tanto atteso Lively: completamente integrato con il web tanto da esserne un’evoluzione vera e propria. Divertente come Second Life ma meno personalizzabile, quindi più standard, più semplice e, per il momento, gratuito. Nessuna speculazione prevedibile. Lively sarà veramente un mondo di informazioni per il marketing, ricerche di mercato, analisi di gusti ed evoluzioni. Possiamo solo immaginare quante informazioni gestirà a breve. Questo è web 3D.

Sono convinta che i mondi virtuali ed internet si incontreranno da qualche parte prima o poi e che semplicità ed interattività saranno le parole d’ordine. Come dice Stefano Cecconi (Ceo di Aruba) “Forse sarà semplice come un televisore”.

Vi lascio con una domanda: quando Lively non sarà più gratuito il numero di transazioni potrebbero spingere Google a trasformarsi in una banca? Se la risposta sarà positiva sarà il circuito bancario e di informazioni più potente del globo.

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