Interfacce alla Minority Report e città interattive

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Così la tecnologia cambierà la nostra quotidianità

Si chiama H-Umus e realizza interfacce sullo stile del film Minority Report. Già nel 2007 la prima istallazione di vetrine interattive per Tim Brasil a Rio de Janeiro e San Paolo.

Toccando la vetrina si danno degli input al sistema che li elabora, esattamente come utilizzare la nostra normalissima tastiera o il mouse. Questo nuovo modo di interagire ci mette a disposizione un sistema complesso in modo semplice ed immediato e ci permette di usufruire all’istante di informazioni di ogni genere. Le applicazioni sono veramente illimitate.

H-Umus nasce all’interno di H-Farm: il centro per la ricerca e l’innovazione tecnologica, nato nel 2005 a Ca’ Tron (Treviso) da un’idea di Riccardo Donadon. Tecnicamente è un incubatore: investe capitali e know how in idee trasformandole in società di successo. Avere l’idea giusta non basta. E’ necessario leggere il momento, pensare alle applicazioni possibili, realizzare e commercializzare all’interno di un corretto modello di business. Le H-Companies sono attualmente otto: H-art, H-care, H-umus, H-play, Zoppa.com, Shado.tv, BigRock, DomainsIncome.com.

Quando queste tecnologie saranno diffuse potremo passare davanti alla vetrina di un negozio di musica e scaricare sul nostro cellulare (e non solo) le ultimissime in top ten tramite la tecnologia bluetooth , oppure recarci presso un museo e prelevare l’informazione che ci serve, pagare presso casse automatiche, fare presentazioni interattive ed accattivanti, lanciare nuovi prodotti con un sistema di pubblicità interattiva, ma anche “parlare” con le città.

“Venezia parla” è un progetto di H-Umus e Fondaco:  Venezia e altre città (quelle d’arte in particolare) tra le quali personalmente spero di vedere presto Firenze, necessitano di una gestione efficiente del flusso di informazioni rivolte a visitatori e cittadini e potranno con questo sistema trasmettere informazioni turistiche, filmati, immagini in modo gratuito a cellulari, palmari e personal computer raggiungibili nelle immediate vicinanze, permettendo alle città di costruire una rete informativa capillare e percorsi turistici personalizzati a seconda delle diverse esigenze dei potenziali utenti: turisti e cittadini. Ne consegue anche una migliore gestione del flusso di turisti per il comune, limitando problematiche e prevedendole, il tutto servito con una tecnologia semplice e assolutamente affascinante.

Immaginiamo i messaggi che potranno arrivarci sul cellulare: “Benvenuto a Venezia! Attiva il bluetooth per ricevere informazioni utili! – Palazzo Ducale aperto fino alle ore 19.00 – Via xxx chiusa per lavori” ma anche informazioni sui trasporti, eventi, programmazione museale, ristoranti, hotel, emergenze, meteo, pagamento dell’Ici ecc. La tecnologia utilizzerà una consolle centralizzata (blueserver) con la quale verrà definita la programmazione degli apparati trasmittenti (bluespot) aventi dimensioni ridotte e alta interagibilità con l’arredo urbano esistente. L’investimento su Venezia verrà coperto da sponsor privati, la gestione potrà contare su una redazione attenta alle fasce orarie , alla programmazione, all’aggiornamento per dare l’informazione giusta al momento giusto.

Direi che è un progetto sul quale vale la pena investire adesso.

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