Il web marketing per i Millennials: cosa dovete sapere

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Millennials, o la Generazione Y (dopo la X e prima della Z post 2000), sono nati tra il 1980 e il 2000, oggi hanno tra i 18 e i 36 anni e per questo sono il target perfetto per le startup. Basti pensare che in USA dove il termine è nato sono 80 milioni di consumatori che hanno un occhio particolare per le nuove tecnologie e secondo il report del 2014 di eMarketer nel 2020 spenderanno 14 trilioni di dollari.

Quanti sono i Millennials in Italia (e come si comportano)

Sono 11,2 milioni, il 76% dei quali è costantemente connesso. Tra le 12:00 e le 21:00 rappresentano il 55% di tutto il traffico online.

Le attività che fanno online sono per la gran parte ricerca di informazioni e soluzioni a problemi da risolvere immediatamente, soprattutto per lavoro e studio. Internet viene usato poi come risorsa di intrattenimento, di informazione e modo per imparare cose nuove.

Si può riassumere il rapporto dei Millennials con il web in due parole: sempre connessi e sempre informati. Per le startup che mirano a ottenere la loro attenzione, quindi, potrebbe sembrare che non ci sia speranza. Ma questo target dimostra il contrario. Quando una marca riesce a fare breccia e a scegliere la giusta strategia di web marketing, i Millennials sono anche gli utenti che più difficilmente l’abbandoneranno per qualcun’altra. Perché la loro scelta si basa su fattori diversi rispetto agli altri consumatori. Il primo motivo, è il principio psicologico del Social Proof. Il secondo sta nel loro modo di navigare e di conoscere i brand.

Il Social Proof si basa sull’istinto naturale di osservare il comportamento dei propri simili in presenza di un’indecisione. Questo significa che la scelta d’acquisto avviene grazie alla ricerca e al vaglio delle opinioni degli altri su questo o quel brand, e che fa pendere l’ago della bilancia sulla sua credibilità. Per questo i social network hanno fatto così successo e per questo piacciono soprattutto ai Millennials.

Cosa fanno i Millennials online?

Cosa fanno i Millennials online?

Rispetto al passato solo l’1%  crede alle pubblicità, reputate false, e preferiscono affidarsi all’autenticità del contenuto. Una vita sempre online e soprattutto sui social network significa che uno dei grandi test di ingresso che deve affrontare un’azienda per entrare nella vita dei Millennials è la capacità di iniziare un dialogo con loro.

Il 43,5% infatti va sui social a parlare di prodotti o servizi che ha provato e che potrebbero essere utili per la propria cerchia di interesse. Per questo l’azienda che è sui social e si spende per avviare campagne che usino un linguaggio corretto per fare breccia in questo tipo di target, non solo otterranno i risultati sperati, ma riusciranno a costruire con loro una vera e propria relazione a lungo termine.

Ma qual è il linguaggio giusto?

Innanzitutto, bisogna conoscerli bene. Non basta sapere l’età, né usare una semplice demografia. Nel mare di annunci, startup e aziende presenti online, vincerà il brand che riuscirà a mirare all’interesse del singolo in un preciso momento. Il 54% dei Millennials vuole contenuti personalizzati all’età; il 55% rispetto alla propria zona; ma il 64% preferisce di gran lunga scegliere in base ai propri interessi. Insomma: dategli ciò che vogliono e seguite il target dove si trova. Una startup che si rivolge soprattutto ai ventenni, per esempio, dovrà inventare un palinsesto adatto a Snapchat, tra i social più usati per i giovanissimi fino ai 24 anni.

Ci sono inoltre due modalità di navigazione che non potete dimenticare di includere nella vostra strategia di web marketing: il contenuto e il mobile.

1- Content is the king: basti pensare che i Millennials ricevono 5000 messaggi di marketing al giorno. Per necessità hanno imparato a filtrarli e a credere solo ad alcuni che rispondo a poche semplici regole:

– Sono autentici

– Sono utili e fonte di ispirazione

– Sono educativi

– Sono divertenti

– Sono emozionanti

– Sono di lunghezza variabile in base allo scopo: chiedetevi sempre se i Millennials sono finiti sul vostro post perché cercano una distrazione o stanno cercando di imparare qualcosa. E regolatevi di conseguenza.

– Non sono autoreferenziali e troppo commerciali. Qualche parola su quest’ultimo punto: la crescita esponenziale dell’affiliate marketing ne è un esempio. Gli articoli, anche se realizzati con fini commerciali, sono scritti da qualcuno che ha testato il prodotto e ne è rimasto contento. Anche questo, certo, può essere fittizio. Ma per i Millennials è comunque meglio di una pubblicità fatta bene.

Per gli stessi motivi attenti allo spauracchio del post virale. Come abbiamo scritto nel La ricetta per far diventare virale la vostra startup bisogna sempre chiedersi il motivo per cui i Millennials condividono i contenuti: li fa sembrare migliori, possono essere utili alla loro cerchia e sono in grado di farli emozionare.

2- Mobile is the king: ebbene sì, i Millennials amano i loro smartphone.

Secondo i dati TNS passano quasi un intero giorno a settimana scrollando sul loro smartphone (3,1 ore al giorno). E con l’uso degli smartphone cresce anche l’utilizzo degli e-commerce, soprattutto se hanno una buona App.

Per questo se il vostro obiettivo è offrire dei prodotti via e-commerce ai Millenials, renderlo compatibile per il Mobile, investire in una App perfetta, sono imperativi categorici per il vostro successo.

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